Sicurezza & Compliance

Nuove Linee Guida PDND: interoperabilità più sicura ed efficiente per i Comuni

Per un Comune è l’occasione per smettere di rincorrere le API occasionali e iniziare a esporle come servizio stabile.

calendar_today 27 agosto 2026 · person Heartwood Labs ·link Fonte: agid.gov.it
Nuove Linee Guida PDND: interoperabilità più sicura ed efficiente per i Comuni

Parte da una notizia di agid.gov.it del 27 agosto 2026: Nuove Linee Guida PDND: l’interoperabilità si arricchisce di funzionalità evolute. Per un Comune è l’occasione per smettere di rincorrere le API occasionali e iniziare a esporle come servizio stabile.

In sintesi

AgID ha aggiornato le Linee Guida sull’infrastruttura tecnologica della Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), versione 2.0 del 19 giugno 2025. Il testo, elaborato con Dipartimento per la trasformazione digitale e PagoPA e passato da consultazione pubblica, Garante Privacy, Conferenza Unificata e Commissione Europea (art. 71 CAD), introduce funzionalità attese da anni dagli enti aderenti.

Le novità riguardano sicurezza, semplificazione e cooperazione concreta. Il “Portachiavi” permette agli Erogatori di firmare le risposte caricando le chiavi pubbliche su PDND, così i Fruitori verificano autenticità e non ripudiabilità del dato. I template di e-service e i modelli precompilati di analisi del rischio abbattono i costi di prima attivazione, e la nomenclatura standard (Allegato 7) ordina il Catalogo API. Sul piano operativo arrivano i segnali di variazione (notifiche push invece di polling), il sistema di Deleghe per far operare Unioni e piccoli Comuni tramite ente capofila, gli scambi massivi/asincroni, il tracing obbligatorio dei log, l’archiviazione ordinata delle versioni deprecate e due nuovi ruoli (Valutatore per il DPO e Consultazione). La PDND si apre anche ai privati per finalità di interesse pubblico.

Cosa significa per PA e imprese

  • Meno burocrazia, più riuso: con i template non parti da zero. Un Comune di 20.000 abitanti che vuole esporre “verifica residenza ANPR” o “verifica ISEE” può riusare il modello di un altro ente, completare l’analisi del rischio precompilata e pubblicare in giorni, non mesi. La nomenclatura standard evita il disordine del catalogo di ieri, dove ognuno chiamava le API a modo suo.
  • Sicurezza verificabile dal ricevente: prima firmava solo il Fruitore; ora firma anche l’Erogatore. Per servizi critici (es. conferma diritto a contributo) il Comune Fruitore può provare in giudizio che il dato è integro e proviene davvero dall’amministrazione erogatrice, senza PEC di contorno.
  • Spazio anche ai piccoli Comuni: il sistema di Deleghe e i segnali di variazione sono pensati per chi non ha un RTD a tempo pieno. Un’Unione di 6 Comuni può delegare alla capofila la gestione PDND e ricevere notifiche solo quando un dato cambia, invece di interrogare ogni notte tutti gli e-service.

Cosa fa Heartwood Labs

Come partner tecnologico ENEA per SCPS 2.0, aiutiamo i Comuni a far dialogare PDND e Smart City Platform: gli stessi dati che esponi su PDND (anagrafe, stato civile, tributi) diventano UrbanDataset armonizzati per dashboard e Data Fusion, senza duplicare connettori. Configuriamo e-service da template, prepariamo analisi del rischio con i modelli precompilati e gestiamo deleghe e tracing per gli enti con poco personale, in modo che la PDND non sia un adempimento ma un canale stabile di interoperabilità.

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3 azioni concrete

  1. Scegli un e-service apripista: individua un caso d’uso a valore immediato (es. verifica ISEE per nido o mensa) e verifica sul Catalogo pubblico se esiste già un template; se sì, clonalo come base di lavoro.
  2. Attiva Portachiavi e un ruolo Valutatore: carica la chiave pubblica dell’Ente su PDND e nomina il DPO come Utente Valutatore, così la prossima analisi del rischio è già conforme e firmata da entrambi i lati.
  3. Prova la Delega in Unione: se sei sotto i 15.000 abitanti, proponi alla tua Unione di gestire PDND in delega e di sottoscrivere i segnali di variazione per un solo dataset pilota; misuri il risparmio di chiamate prima di estendere.

Fonte primaria: agid.gov.it. Approfondimento a cura di Heartwood Labs, Bologna – partner ENEA, certificati ISO/IEC 27001:2024.

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