Parte da una notizia di anci.it del 2 settembre 2026: Pari opportunità, online l’avviso per la terza edizione de “L’Italia delle donne”. Un bando nazionale che trasforma memorie locali e archivi civici in patrimonio digitale visibile, con candidatura entro le 16.00 del 18 dicembre 2026.
In sintesi
L’avviso per la terza edizione de “L’Italia delle donne” (2026) è promosso dalla ministra per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Roccella, tramite il Dipartimento per le pari opportunità. L’obiettivo è far conoscere biografie di figure femminili scomparse, poco note ma radicate nella memoria dei territori, restituendo visibilità al contributo delle donne alla storia del Paese. Il progetto ha una valenza culturale e pedagogica: offrire modelli positivi alle nuove generazioni a partire da storie locali.
La nuova edizione è dedicata alle donne vissute dall’XI secolo al 31 dicembre 2021 che, con talento e impegno, hanno contribuito alla crescita culturale, sociale e scientifica dell’Italia. Tre gli ambiti tematici: “Donne della musica”, “Donne della difesa” e “Donne di scienza”. Non si tratta solo di celebrazione: le candidature richiedono una scheda biografica documentata, fonti e contestualizzazione territoriale, quindi un lavoro di ricerca e digitalizzazione.
Possono candidare Regioni, Province autonome, enti locali, Archivi di Stato, biblioteche, enti di ricerca, università e istituzioni scolastiche, anche con il supporto di consigliere di parità, comitati regionali, associazioni e fondazioni locali. Le proposte vanno inviate esclusivamente via PEC a italiadelledonne@pec.governo.it entro le 16.00 del 18 dicembre 2026. Avviso integrale, modulistica e media kit per la comunicazione sono sul sito del Dipartimento per le pari opportunità.
Cosa significa per PA e imprese
- Dal protocollo cartaceo al dataset riusabile: ogni candidatura richiede di mettere in ordine fonti, anagrafe e luoghi della memoria. Per un Comune di 15.000 abitanti è l’occasione per censire l’archivio storico, digitalizzare una decina di fascicoli rilevanti e costruire una piccola base di conoscenza su figure locali (scienziate, compositrici, partigiane). Quel lavoro, se fatto con criteri aperti (titoli, luoghi, date, fonti citate), diventa riusabile per didattica, toponomastica e servizi culturali, in logica pienamente interoperabile.
- Coesione territoriale e PNRR culturale: anche se il bando non è un finanziamento PNRR, l’effetto è coerente con le missioni cultura e inclusione: una ricerca ben fatta alimenta musei civici, biblioteche, percorsi scolastici e turismo di prossimità. Un Comune che coinvolge istituto comprensivo + biblioteca + archivio di Stato crea una filiera leggera ma replicabile: studenti che ricercano, docenti che validano, associazioni che comunicano. Funziona senza piattaforma: bastano metodo e condivisione.
- Comunicazione istituzionale pronta all’uso: il Dipartimento fornisce un media kit zip per social e web. Un ufficio comunicazione di 2 persone può pubblicare una mini-campagna (1 post/2 settimane da settembre a dicembre) con storie locali, senza costi di agenzia. L’allineamento a SCPS 2.0 resta di principio: descrivere una “donna di scienza nata a X nel 1870” con luogo, ente, fonte e licenza in modo strutturato è lo stesso esercizio che rende un UrbanDataset riusabile domani.
Cosa fa Heartwood Labs
Aiutiamo i Comuni a trasformare un bando culturale in un patrimonio di conoscenza leggero e riusabile. Per “L’Italia delle donne” curiamo il workflow: selezione figure, scheda biografica, verifica fonti, digitalizzazione e pacchetto PEC. Per chi guarda oltre, innestiamo il risultato in una logica Smart City: metadati ordinati, riusabili e interoperabili secondo SCPS 2.0 e UNI 11973, utili anche quando il bando chiude.
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- Censimento lampo in 10 giorni: incarica biblioteca + anagrafe + 1 docente referente di elencare 5 figure femminili locali con fonte certa (archivio comunale, emeroteca, fondo fotografico). Scarta ciò che è solo aneddotico: servono data, luogo e ruolo documentabili.
- Prepara il pacchetto PEC: scarica Avviso e modulistica dal sito pariopportunita.gov.it e il media kit zip; compila 1 scheda pilota e fai verifica incrociata con consigliera di parità o comitato regionale. Prenota un invio di prova via PEC entro novembre per evitare colli di bottiglia del 18 dicembre.
- Valorizza dopo l’invio: indipendentemente dall’esito, pubblica la scheda sul sito del Comune (pagina “Memoria locale”) e pianifica 1 lezione aperta con la scuola coinvolta a gennaio 2027. Se vuoi un riuso strutturato, prenota con noi un incontro di 30 minuti per trasformare le schede in dataset aperto e riusabile.
Fonte primaria: anci.it. Approfondimento a cura di Heartwood Labs, Bologna – partner ENEA, certificati ISO/IEC 27001:2024.
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