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Il futuro del lavoro: age management, IA e il vero smart working. Intervista a Mariano Corso

Tre pensionamenti per ogni giovane in entrata: come i Comuni trattengono esperienza e accolgono l'IA.

calendar_today 24 settembre 2026 · person Heartwood Labs ·link Fonte: forumpa.it
Il futuro del lavoro: age management, IA e il vero smart working. Intervista a Mariano Corso

Parte da una notizia di forumpa.it del 24 settembre 2026: Il futuro del lavoro: age management, IA e il vero smart working. Intervista a Mariano Corso. Tre pensionamenti per ogni giovane in entrata: come i Comuni trattengono esperienza e accolgono l'IA.

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Il dialogo video (24 minuti) vede Gianni Dominici, amministratore delegato di FPA, con Mariano Corso, professore di Leadership and Innovation al Politecnico di Milano. Corso siede nel comitato tecnico-scientifico dell'Osservatorio IA del Ministero del Lavoro e nell'Osservatorio Nazionale del Lavoro Pubblico. La tesi è netta: servono organizzazioni capaci di creare un tessuto connettivo, non una semplice somma di talenti individuali. Tre fattori mettono alla prova questa capacità: age management, intelligenza artificiale e smart working vero.

Il primo fattore parte dai numeri. Entro il 2060 l'Italia perderà il 34% della popolazione attiva. Nel 2050 i pensionati supereranno i lavoratori attivi. Su oltre 3 milioni di dipendenti pubblici, 800 mila andranno in pensione nei prossimi anni. Il rapporto è di tre baby boomer in uscita per ogni giovane della Generazione Z in entrata. Si passa dalla carenza di talenti alla carenza di lavoro in senso assoluto. Corso cita il piano per l'attrattività della PA con il ministro Zangrillo (Politecnico più McKinsey) e l'Osservatorio Longevity & Silver Economy. Il messaggio è che nessuna riforma regge senza partire dalla demografia, prima ancora che dalla tecnologia.

Il secondo fattore è l'alleanza tra generazioni intorno all'IA. I giovani portano agilità e velocità tecnologica, i senior esperienza, contesto e metodo. L'alleanza più promettente unisce proprio gli estremi, boomer e Generazione Z, che condividono bisogni di equilibrio, flessibilità e senso del lavoro. Il rischio opposto ha un nome: solipsismo digitale, cioè rivolgersi solo al proprio assistente virtuale e interagire sempre meno con i colleghi. L'IA deve restare uno strumento di dialogo tra generazioni, come la console con cui un genitore gioca col figlio per restare in contatto. Il metodo proposto è quello del laboratorio: sperimentare in alcuni uffici, accettare la cultura dell'errore, poi allargare. Mai per decreto.

Il terzo fattore è lo smart working senza dicotomie. Il rischio è sclerotizzarlo in schemi rigidi (due giorni qui, due là), mentre nasce come cultura della flessibilità. Nella PA il lavoro agile cresce per maturità e numeri, con nuovi dati in arrivo a ottobre. La flessibilità trattiene le persone: molti accetterebbero di lavorare qualche anno in più in cambio di autonomia su luoghi e orari. Lo smart working vero è una scelta collettiva del senso: stare insieme dove si genera valore, non per adempimento. Correlato a coinvolgimento e impegno discrezionale, sposta l'organizzazione dal controllo alla fiducia e predispone al cambiamento portato dall'IA.

Cosa significa per PA e imprese

  • Trattenere prima di assumere: con tre uscite per ogni entrata, un Comune non può puntare solo sui concorsi. Serve un piano per i senior: orari flessibili, mansioni sostenibili dopo i 60 anni, percorsi di affiancamento dove l'esperienza si trasmette ai nuovi assunti. La flessibilità vale più di un incentivo una tantum.
  • Far lavorare insieme giovani e senior sull'IA: i nuovi assunti adottano gli strumenti in fretta, ma senza contesto producono risposte veloci e fragili. I colleghi esperti forniscono metodo e conoscenza dei procedimenti. Organizza coppie miste su atti reali (un bando, una graduatoria) con il senior che valida e il giovane che accelera.
  • Decidere insieme quando stare insieme: evita il calendario rigido di presenza e sposta la scelta sul valore: giornate in sede per commissioni, sportello e decisioni collegiali; da remoto per istruttorie individuali. Misura il risultato (atti chiusi, tempi di evasione) invece delle ore alla scrivania.

Cosa fa Heartwood Labs

Heartwood Labs aiuta i Comuni a usare l'IA senza perdere il sapere degli uffici: mappatura delle competenze a rischio uscita, criteri di delega conformi ad AI Act e Legge 132/2025, percorsi dove giovani e senior lavorano fianco a fianco sugli stessi procedimenti. Affianchiamo RTD e dirigenti con sperimentazioni mirate e dashboard sui tempi reali. Partner ENEA per la ricerca applicata, uniamo tecnologia e tessuto umano perché nessun pensionamento porti via la memoria dell'ente.

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3 azioni concrete

  1. Conta i pensionamenti dei prossimi tre anni per ufficio: per ogni uscita critica avvia subito un affiancamento di sei mesi con un collega più giovane su pratiche reali.
  2. Avvia un laboratorio IA in un solo servizio: una coppia mista giovane-senior usa gli strumenti assistiti su atti veri, con validazione umana tracciata e retrospettiva mensile sugli errori utili.
  3. Riscrivi le regole del lavoro agile col tuo personale: richiedi un incontro con Heartwood Labs per un assessment su competenze, delega IA e flessibilità che trattiene.

Fonte primaria: forumpa.it. Approfondimento a cura di Heartwood Labs.

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