Parte da una notizia di forumpa.it del 29 ottobre 2026: Generazione PNRR: le competenze che non possiamo disperdere. Il metodo imparato con il PNRR vale più delle risorse: il 45,7% degli intervistati FPA teme che vada perso.
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Gianni Dominici, amministratore delegato di FPA, ha scritto un editoriale sul ricambio generazionale nella Pubblica Amministrazione. La sua tesi: accanto alle generazioni anagrafiche ne esiste una professionale, la generazione PNRR. Non è definita dall'età. Ne fanno parte funzionari entrati da poco e dirigenti con lunga esperienza, tecnici e amministrativi, amministrazioni centrali e Comuni. Li unisce una prova comune: aver lavorato mentre pandemia e PNRR chiedevano alla macchina pubblica di cambiare passo. Linguaggio e scala delle responsabilità sono cresciuti insieme.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è un programma temporaneo, legato a scadenze intermedie e obiettivi da raggiungere entro il 31 dicembre 2026. Ha introdotto negli uffici una logica nuova: obiettivi definiti, scadenze, monitoraggio, rendicontazione, rapporti con più livelli istituzionali. Per molte persone ha significato un lavoro diverso. Non bastava più presidiare un segmento amministrativo. Bisognava tenere insieme tempi, regole, dati, fornitori, bisogni del territorio e risultati attesi. Chi ha gestito un progetto complesso ha imparato a leggere l'effetto di un vincolo normativo sul cronoprogramma. Ha imparato anche a trasformare un ritardo tecnico in una scelta organizzativa e a spiegare una procedura a chi non la conosce.
Dominici mette in guardia da un equivoco. Nella PA i ruoli non si sciolgono in una generica flessibilità: assegnano poteri, doveri e responsabilità verso i cittadini. Un responsabile di progetto non è intercambiabile con un responsabile finanziario. Il ruolo, però, da solo non descrive il contributo di una persona al risultato. Dietro una posizione restano meno visibili i problemi risolti, le crisi gestite e il giudizio costruito nel tempo. L'esperienza del PNRR ha mostrato che serve anche chi lavora tra i ruoli. Collega un sistema informativo ai bisogni degli uffici e rende una decisione comprensibile a chi deve applicarla.
Il suo articolo individua due patrimoni da non disperdere. Il primo è la relazione tra persone di età diverse, che si tiene con strumenti concreti. Il mentoring è l'affiancamento di un collega esperto; il reverse mentoring rovescia i ruoli, perché è il più giovane a trasferire competenze al senior. I senior portano contesto e metodo, i nuovi arrivati velocità tecnologica. Il secondo patrimonio è il metodo maturato gestendo il PNRR. Un'indagine di FPA, il PanelPA, raccoglie le opinioni di 500 tra dipendenti pubblici e operatori del settore. Il 53,9% dei rispondenti indica nel lavoro per obiettivi e scadenze chiare la principale eredità del PNRR, prima di qualsiasi piattaforma. Il 45,7% teme però che le amministrazioni non riescano a consolidare quel metodo.
L'autore non chiede di conservare la stagione straordinaria come un ricordo. Chiede di rendere ordinaria la capacità che quella stagione ha prodotto. La sintesi sta in tre passaggi: dalla scadenza alla manutenzione, dalla rendicontazione al valore pubblico, dall'eccezione alla capacità permanente.
Cosa significa per PA e imprese
- Le competenze non sono un effetto collaterale del finanziamento. Un Comune che ha attivato un servizio digitale con i fondi del PNRR ha oggi in casa chi sa scrivere un capitolato. Sa anche riconoscere un collaudo fatto male. Se quelle persone escono prima che qualcuno abbia raccolto il loro sapere, resta la piattaforma senza chi la conosce.
- Il rischio non è solo il calo delle risorse: è il ritorno a un'ordinarietà che dimentica ciò che ha imparato. Un portale resta online anche quando nessuno sa più quale ufficio risponde al fornitore, dove sono i dati e chi autorizza un aggiornamento. Chi ha gestito il progetto è la stessa persona che saprebbe spiegarlo. Non è detto che ci sia ancora fra due anni.
- Dalla realizzazione alla manutenzione: il dopo PNRR chiede una domanda diversa. Non se l'opera è stata fatta, ma se sarà usata. Non se il servizio è partito, ma se potrà continuare a funzionare. Per un ente locale significa mettere a bilancio i costi di gestione e indicare un responsabile prima della consegna, non alla scadenza del contratto.
Cosa fa Heartwood Labs
In Heartwood Labs affianchiamo Comuni e unioni di Comuni nel passaggio dal progetto alla gestione ordinaria dei servizi digitali. Partiamo da ciò che l'ente ha già: sistemi attivi, contratti in corso, persone che li hanno seguiti. Da lì costruiamo la documentazione che manca, formiamo i team interni sui loro stessi sistemi e verifichiamo insieme quali servizi sono davvero presidiati. L'obiettivo è che la conoscenza resti in casa quando cambia il fornitore o la persona di riferimento.
Scopri i percorsi di formazione →3 azioni concrete
- Elenco delle competenze presenti in casa: chi ha gestito quali progetti del PNRR, con quali fornitori, su quali sistemi. Un foglio di venti righe basta a capire cosa rischia di andarsene.
- Piano di continuità dei servizi attivati: per ognuno indica responsabile interno, contratto di manutenzione, costo annuo e tempi di risposta del fornitore. Va scritto durante il progetto, non alla sua chiusura.
- Un incontro con Heartwood Labs per un assessment. Serve a capire cosa è presidiato, cosa dipende da una sola persona e cosa manca per gestire i servizi nei prossimi tre anni.
Fonte primaria: forumpa.it. Approfondimento a cura di Heartwood Labs.
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